Investire la liquidità a breve termine è una sfida che molti risparmiatori affrontano. I conti deposito e gli ETF monetari sono soluzioni diffuse, ma presentano diversi limiti, tra cui rendimenti spesso poco attraenti e una sensibilità ai tassi d’interesse che può penalizzare il capitale investito. Per chi cerca alternative più efficienti, esistono diverse opzioni, dagli ETF obbligazionari governativi e corporate fino a strumenti più sofisticati come gli ETF high yield e quelli con “rolling target maturity”. In questo articolo esploreremo le migliori alternative disponibili e i loro pro e contro.
Perché cercare alternative ai conti deposito e agli ETF monetari
I conti deposito offrono una sicurezza elevata, ma spesso impongono vincoli di tempo che limitano la flessibilità. Inoltre, i rendimenti sono generalmente bassi e possono non essere sufficienti a coprire l’inflazione, riducendo così il potere d’acquisto del capitale nel tempo.
Gli ETF monetari, pur essendo più liquidi, hanno un orizzonte temporale quasi nullo e risentono in modo significativo dei tagli ai tassi di interesse. In un contesto di politica monetaria variabile, affidarsi esclusivamente a questi strumenti potrebbe non essere la soluzione più efficiente.
L’analisi condotta si basa su una valutazione multidimensionale degli strumenti, considerando non solo il rendimento potenziale, ma anche il livello di rischio associato (in termini di tassi di interesse e credito), l’orizzonte temporale di investimento, l’impatto fiscale e le caratteristiche specifiche di ciascun tipo di ETF. L’obiettivo è fornire gli elementi necessari per confrontare le diverse alternative e scegliere quella più adatta alle proprie esigenze e al proprio profilo di rischio.
Alternative agli ETF monetari e ai conti deposito
ETF governativi a breve termine (0-6 mesi)
I Una prima alternativa agli ETF monetari è rappresentata dagli ETF che investono in titoli di Stato a brevissima scadenza, generalmente entro i sei mesi. Questi strumenti sono simili agli ETF monetari in termini di rischio e liquidità, ma a differenza di questi ultimi detengono direttamente obbligazioni governative, offrendo quindi una maggiore stabilità. Il rendimento è contenuto, ma rappresentano una soluzione interessante per chi vuole un’alternativa ai conti deposito senza aumentare troppo il rischio.
Un esempio di questo ETF è quello di Amundi che investe su titoli governativi dell’eurozona con scadenza fra 0 e 6 mesi. Il rendimento di questo strumento è ovviamente molto simile a quello di un ETF monetario, potrebbe essere però preferito da alcuni investitori per via della detenzione fisica dei Titoli di Stato che servono per replicare l’indice.
ETF governativi 1-3 anni: una protezione dai tagli dei tassi
Per chi cerca una strategia leggermente più difensiva nei confronti dei tagli ai tassi d’interesse, gli ETF che investono in obbligazioni governative con scadenza tra uno e tre anni possono essere una buona scelta. Rispetto agli ETF monetari, questi strumenti hanno una durata maggiore e, sebbene il rendimento possa diminuire in caso di riduzione dei tassi, il capitale potrebbe beneficiare di un apprezzamento. Questo effetto consente di compensare in parte la perdita di rendimento, rendendo questi ETF una soluzione più equilibrata per chi vuole proteggersi dai movimenti della banca centrale.
Un esempio è l’ETF di IShares che investe in bond governativi dell’eurozona con scadenza 1-3 anni. In questo caso per investire la liquidià abbiamo due piccoli svantaggi, la durata media superiore e il rendimento delle obbligazioni all’interno di questo ETF inferiore rispetto ai fondi con durata più breve. Il vantaggio però è che, soprattutto se l’orizzonte temporale dell’investitore è di circa 2 anni o se si tratta di un fondo di emergenza che difficilmente verrà toccato, questo fondo permette una parziale immunizzazione dal rischio di reinvestimento in caso di tagli aggressivi dei tassi di interesse.
ETF governativi 1-3 anni “plus”
Una variante degli ETF governativi a breve termine sono quelli che investono in titoli di Stato di paesi con tassi di rendimento più elevati, come Italia, Francia e Spagna. Rispetto ai tradizionali ETF governativi, offrono rendimenti leggermente superiori, ma comportano un rischio emittente un po’ più alto. Questa opzione può essere interessante per chi vuole un maggiore ritorno senza spingersi verso strumenti più volatili come gli ETF corporate o high yield.
Un esempio di questo strumento è l’ETF di Xtrackers che investe in bond governativi a 1-3 anni con alti rendimenti.
ETF corporate: opportunità e rischi
ETF corporate attivi
Gli ETF corporate attivi cercano di selezionare le obbligazioni con il miglior rapporto rischio/rendimento, potenzialmente offrendo guadagni maggiori. Tuttavia, la tassazione del 26% sui proventi può ridurre il vantaggio rispetto ai governativi, rendendo questa opzione meno efficiente nel breve termine.
Un esempio è l’ETF short maturity emesso da PIMCO, un ETF attivo con esposizione principalmente su obbligazioni Investment Grade, duration effettiva di 0,5 e rendimento a scadenza del 2,8%. Come indicato, è uno strumento con rendimenti superiori rispetto a quelli visti in precedenza e con al suo interno obbligazioni con rendimenti a scadenza migliori rispetto a quelle governative, ma la tassazione superiore va ad annullare questi vantaggi.
ETF corporate passivi
Gli ETF corporate passivi, invece, investono in obbligazioni investment grade con scadenze a breve termine replicando fedelmente un indice obbligazionario predefinito. Non c’è gestione attiva da parte di un team di analisti, quindi il fondo segue automaticamente la composizione dell’indice di riferimento. Pur offrendo rendimenti leggermente superiori ai governativi, sono più esposti alle fluttuazioni del mercato e possono subire variazioni in caso di cambiamenti nella percezione del rischio del settore privato.
Un esempio di questo ETF è questo emesso da Amundi, rendimento del 3% e duration dell’1,4, che investe in titoli corporate Investment Grade sempre con scadenza 0-3 anni.
ETF high yield: alti rendimenti, alto rischio
Per chi è disposto a tollerare una maggiore volatilità, gli ETF high yield rappresentano un’opzione con rendimenti significativamente più alti. Anche se stiamo parlando sempre di ETF con obbligazioni a breve scadenza infatti, il rischio emittente è molto più elevato, poiché questi strumenti investono in obbligazioni di aziende con rating creditizio inferiore.
In caso di recessione o shock economico, le quotazioni di questi ETF possono subire cali considerevoli a causa del peggioramento della qualità del debito sottostante. Sebbene i rendimenti siano allettanti, è fondamentale essere consapevoli del rischio di perdita del capitale.
Un esempio di questo ETF è quello passivo emesso da Amundi, con duration di 1,7 e rendimento del 3,69% significativamente più elevato di quelli visti in precedenza.
ETF con “rolling target maturity”
Un’ulteriore alternativa è rappresentata dagli ETF con rolling target maturity, strumenti che riducono progressivamente la duration nel tempo e spostano la scadenza progressivamente ogni tre anni. Questa caratteristica della duration discendente nel tempo li rende particolarmente adatti per chi ha spese pianificate in determinate scadenze, garantendo una gestione più prevedibile del capitale investito.
Tuttavia, alcuni di questi ETF possono includere una quota di obbligazioni high yield, aumentando il rischio emittente. Per questo motivo, è importante valutare attentamente la composizione del portafoglio prima di scegliere questa soluzione.
Un esempio di questa tipologia di ETF è quello emesso da Xtrackers con rolling target maturity Settembre 2027.
Conclusione: quale alternativa scegliere?
La scelta dello strumento più adatto dipende da orizzonte temporale, tolleranza al rischio e necessità di liquidità. Gli ETF governativi a breve termine rappresentano l’alternativa più sicura ai conti deposito, mentre gli ETF corporate offrono un compromesso tra rischio e rendimento.
Gli ETF high yield possono garantire ritorni più elevati, ma richiedono una maggiore consapevolezza del rischio emittente. Per chi ha esigenze specifiche di spesa futura, gli ETF con target maturity possono rappresentare una soluzione interessante. Prima di investire, è essenziale valutare attentamente la propria situazione finanziaria e gli obiettivi da raggiungere.
Ecco una tabella comparativa degli ETF che abbiamo visto ed analizzato:

FAQ – Domande frequenti su "Alternative a conti deposito ed ETF monetari"
Le migliori alternative ai conti deposito includono ETF governativi a breve termine (0-6 mesi), ETF obbligazionari con scadenza 1-3 anni e ETF corporate investment grade. Questi strumenti offrono rendimenti potenzialmente più elevati rispetto ai conti deposito, mantenendo un livello di rischio contenuto.
Sì, generalmente gli ETF governativi sono meno rischiosi rispetto a quelli corporate, perché investono in titoli di Stato, considerati più affidabili rispetto alle obbligazioni aziendali.
Gli ETF monetari investono in strumenti con durata molto breve e sono altamente sensibili ai tassi d’interesse. Gli ETF obbligazionari a breve termine, invece, hanno una duration leggermente più lunga e possono offrire una protezione parziale dai tagli dei tassi.
Non sempre. Pur offrendo rendimenti elevati, gli ETF high yield possono subire perdite consistenti in caso di shock economici, rendendoli più adatti a chi può sopportare una maggiore volatilità.
Significa che l’ETF riduce gradualmente la sua duration nel tempo, adattandosi a un orizzonte temporale predeterminato. Questo lo rende utile per chi ha scadenze di spesa precise.
Gli ETF corporate passivi replicano un indice obbligazionario e hanno costi di gestione più bassi, mentre gli ETF corporate attivi selezionano dinamicamente le obbligazioni per cercare rendimenti superiori, con costi di gestione più alti. La scelta dipende dal profilo di rischio e dalla strategia dell’investitore.
Gli ETF corporate investment grade con scadenza breve (0-3 anni) rappresentano un buon compromesso. Offrono rendimenti superiori ai governativi, mantenendo un rischio contenuto. Tuttavia, è importante considerare l’impatto fiscale, che può ridurre i vantaggi nel breve termine.
Gli ETF corporate sono soggetti a una tassazione del 26%, mentre gli ETF governativi beneficiano della tassazione ridotta al 12,5%. Questo può rendere gli ETF corporate meno vantaggiosi nel breve termine, ma più interessanti su orizzonti più lunghi grazie alla capitalizzazione dei rendimenti.
Dipende dall’orizzonte temporale e dalla propensione al rischio. Gli ETF obbligazionari possono offrire rendimenti migliori rispetto ai conti deposito, soprattutto in un contesto di tassi d’interesse in calo. Tuttavia, gli ETF presentano una volatilità maggiore rispetto ai conti deposito garantiti.